Vaccinazioni e altre informazioni sanitarie

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Anche se non sono obbligatorie per l'ingresso, è fortemente consigliabile effettuare le seguenti vaccinazioni ( ove disponibile il vaccino):

- Febbre Gialla. Dev'essere fatta almeno 10 giorni prima di partire.
Il vaccino è efficace, innocuo, e l'immunità dura 10 anni. Segnaliamo che sebbene in Bolivia questa vaccinazione non sia obbligatoria, qualora il viaggiatore volesse proseguire il viaggio in Brasile è obbligatorio essere vaccinati contro la Febbre Gialla, altrimenti le autorità brasiliane potrebbero vietare l'ingresso nel paese.

-   Anti-malaria a causa della presenza di molte zanzare nelle yungas (valli) e nelle llanos (terre basse) del paese. La terapia inizia 1 settimana prima dell'arrivo in zona malarica, poi va ripetuta una volta la settimana, allo stesso giorno, durante la permanenza in zona a rischio, e la profilassi si conclude con l'assunzione per altre 4 settimane una volta tornati a casa.
E' importante anche prevenire le punture di zanzare mediante l'applicazione sulla pelle di repellenti, l'uso di insetticidi e di zanzariere nei locali in cui si soggiorna, qualora essi siano sforniti di aria condizionata e l'uso di vestiario idoneo, come pantaloni lunghi, t-shirts a maniche lunghe e calzature adatte

-    Chagas (tripanosomiasi americana) è una tipica malattia socio-economica, inseparabile dalla povertà . Viene prevalentemente trasmessa all'uomo dalla puntura di un insetto vettore, il Triatoma, detta anche cimice "dei letti", che vive nelle crepe e nei buchi delle pareti  delle abitazioni, punge di notte causando una lesione pruriginosa attraverso cui penetra nel circolo sanguigno e da cui si diffonde ai tessuti.  Tradizionalmente la malattia era concentrata nelle zone rurali poiché la cimice prolifera in ambienti domestici poveri e precari, ma più recentemente gli spostamenti di popolazione hanno modificato il quadro epidemiologico e il Chagas è presente anche in aree urbane. Dopo il periodo di incubazione ( circa 1 settimana) la malattia conosce tre fasi: la acuta (di difficile diagnosi),  caratterizzata da lesioni locali ("chagoma"= zona di arrossamento e tumefazione della pelle - "segno di Romana"= gonfiore non doloroso delle palpebre di un occhio con arrossamento congiuntivale); quella indeterminata o di latenza ( molte persone restano in questa fase per tutta la vita); e la cronica (10-20 anni dopo l'infezione iniziale), e si caratterizza per miocardiopatie, patologie del tratto digestivo meningoencefaliti. Per queste persone l'aspettativa di vita è ridotta in media di 9 anni.  Per evitare il contagio è consigliabile proteggersi con repellenti cutanei , evitare di pernottare in abitazioni fatiscenti con crepe nei muri e con soffitti e tetti in paglia (habitat ideale per il riprodursi del parassita vettore), dormire sotto zanzariere impregnate e lontano dai muri della camera. Non esiste vaccino, ed una volta accertata la malattia va intrapreso il trattamento con farmaci specifici come il  Nifurtimox e il Benznidazole  Debbono essere assunti per via orale per un lungo periodo (60-120 giorni) e il loro uso richiede un monitoraggio di laboratorio sotto supervisione specialistica.
Dengue che viene trasmesso mediante la puntura della zanzara femmina della specie Aedes Aegypti. La dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno.  Presenta come sintomi : febbre alta, mal di testa frontale, dolori ai muscoli ed articolazioni. In alcuni casi lievi non è facilmente riconoscibile, ma esiste nella forma più grave emorragica. Vanno adottate le stesse misure di precauzione della malaria, e bisogna avvisare il proprio medico del viaggio fatto qualora si verificasse febbre entro le prime 2 settimane dopo il rientro. Non esiste alcun vaccino né una cura specifica.  Importantissimo: non prendere aspirina o farmaci a base di acido acetilsalicilico, in quanto aggravano le emorragie, va presa invece la tachipirina.

-   Leptospirosi è una malattia batterica causata dalla Leptospira interrogans. E' presente in un serbatoio animale ed ha una circolazione propria nell'ambito della popolazione animale (soprattutto roditori) con un coinvolgimento dell'uomo in particolari circostanze. Il batterio è infatti eliminato da moltissimi mammiferi, uccelli e rettili. L'infezione si contrae attraverso il contatto tra la cute abrasa o le mucose (anche intatte) e l'ambiente contaminato dalle urine degli animali portatori del germe: acqua, fango ed ovviamente secrezione degli animali infetti (roditori, canidi, bovini, maiali). La leptospirosi costituisce un problema globale che coinvolge aree rurali ed urbane di regioni tropicali e temperate e che colpisce migliaia di individui ogni anno. La malattia  ha maggiore prevalenza in zone rurali, soprattutto nelle regioni più umide ed in occasione di piogge abbondanti. Sono a particolare rischio coloro che per attività di lavoro o di svago entrano in contatto con acque di fiumi, laghi, zone paludose o coltivate (riso, canna da zucchero).   L'incubazione dura in media da 7 a 14 giorni in media. La malattia può presentarsi in molte forme, alcune delle quali benigne. Nella sua forma tipica la leptospirosi esordisce in modo brusco con febbre elevata accompagnata da brivido, cefalea, dolori muscolari, congiuntivite, esantema, risentimento meningeo. Le forme più gravi, tutt'altro che eccezionali, possono caratterizzarsi per la comparsa di ittero, insufficienza renale, emorragie e shock; la letalità di queste forme si aggira intorno al 10%. Non è ancora largamente disponibile un vaccino efficace e privo di effetti collaterali. Il solo modo per evitare di contrarre la malattia consiste nell'evitare l'esposizione; occorre quindi astenersi da fare bagni in acque di fiume, lago o palude ed in zone di irrigazione ed evitare contatti con animali o con ambiente potenzialmente contaminato (in particolare da ratti) . In alcuni casi particolari (forte rischio di esposizione) può essere suggerita una chemioprofilassi mediante doxiciclina (non prima degli otto anni di età) alla dose di 200 mg una volta alla settimana.

Onde evitare diarrea (colera o in alcuni casi epatite, in alcune zone andine) si raccomanda di bere acqua in bottiglia e bibite imbottigliate senza aggiungere ghiaccio, nonché di mangiare verdure ben cotte o lavate con acqua in bottiglia.
Inoltre, se si intendono visitare le Ande, è consigliabile di salire di quota con cautela per permettere al corpo di abituarsi all'altitudine, che può causare insonnia, mal di testa, nausea ed il " Sorojchi " il cosiddetto male di altura. Si raccomanda di consumare zucchero, canditi, tè di coca.
Si raccomanda, inoltre, di portare con sé un piccolo kit di pronto soccorso con: compresse di tachipirina, compresse antidiarrea, bustine reidratanti per uso orale compr disinfettanti per l'acqua, collirio decongestionante, cerotti, garze,siringhe monouso, forbici,pinzetta, termometro, laccio emostatico, , repellenti antizanzare, insetticidi, antistaminici, filtro solare ad alto livello protettivo, specie se si intende visitare le zone alte delle Ande (dato che i rischi di bruciature ed eritemi solari aumentano con l'aumentare dell'altitudine), occhiali da sole.
L'assistenza medica in Bolivia è carente, e nelle strutture medico-ospedaliere pubbliche di scarsa qualità, salvo eccezioni rare. Nell'ambito privatistico sono presenti buone strutture nelle principali città: La Paz, Santa Cruz de la Sierra, Cochabamba e Sucre. Ed in queste città è anche agevole poter reperire medicinali di largo uso, se invece si segue una speciale terapia è preferibile portarsi dietro le proprie medicine. Va evidenziato che nel caso di ricoveri in emergenza il sangue quasi sempre non viene analizzato prima di essere trasfuso aumentando cosi le possibilità di contagio di malattie emo-trasmesse.
E' fortemente raccomandata la stipula di un'assicurazione sanitaria, possibilmente con copertura delle eventuali spese di rimpatrio sanitario.