Posizione geografica

La Bolivia, considerata come la “sintesi cosmica del mondo”, è un paese i cui contrasti (geografici, climatici, economici e sociali) non possono che lasciare meravigliato qualsiasi visitatore. Essa è una nazione priva di sbocco sull’oceano che si estende per circa 1.100.000 Km2. Situata in latitudine media di 17° S e longitudine di 65° W, confina a nord-est con il Brasile, a sud-est con il Paraguay, a sud con l’Argentina, a sud-ovest con il Cile e ad ovest con il Perù. Viene suddivisa dalla Ande in tre distinte zone geografiche: nella parte ovest troviamo le montagne e le terre alte dell’Altipiano, sui declivi delle montagne ad est ci sono le valli temperate e la semitropicale Yungas, mentre ad est, nella zona altresì denominata l’Oriente, sono predominanti i bassopiani tropicali Llanos. Le Ande, con il picco del Nevado del Salama a 6.542 metri , sono situate nella parte ovest del paese e ne coprono circa il 28% del territorio. Prima di entrare nel territorio boliviano, la cordigliera si biforca in due grandi catene montuose: la Cordillera Occidental o “dei vulcani”, che si prolunga da nord a sud, e la Cordillera Oriental o “cordillera real”, che s’interna nel nel paese e lo attraversa curvando verso est, per poi ricongiungersi con il ramo occidentale. Queste due catene montuose delimitano l’Altipiano che, dopo il Tibet, è il più alto plateau sulla terra a 3.600 metri sul livello del mare. Esso però, a differenza del Tibet, è dominato da vulcani attivi nella parte ovest, e la parte più a sud ospita il deserto di Atacama, l’area più arida del pianeta Terra. Altra peculiarità è la presenza del lago Titicaca, la superficie navigabile più alta del mondo, a 3821 metri sul livello del mare, con una profondità media tra i 140 ed i 180 metri (il punto più profondo tocca però i 280 metri) ed un’estensione di più di 9000 Km2. Esso è situato in parte nel dipartimento di La Paz (Bolivia) ed in parte anche in quello di Puno (Perù) e comprende al suo interno 41 isole, in cui si possono ammirare antiche rovine e paesaggi memorabili, oltre alle tipiche capanne di frasche in cui vivono gli indios. Il lago riceve le acque da ben 25 fiumi ed il suo unico emissario, il fiume Desaguadero, alimenta a sua volta il lago Poopò. Fa parte poi di questa area il “Salar de Uyuni”, la più grande pianura salata, sita nel dipartimento di Potosì. Si stima che contenga 10 bilioni di tonnellate di sale, ma annualmente ne vengono estratte soltanto 25.000. Il lago Titicaca è soprannominato dalla popolazione locale “lago de los Incas”, in quanto nel suo territorio è sita l’area archeologica della civiltà più antica del continente americano, i Tiwanaku. E` ormai assodato che questo fu un centro religioso che servì per secoli un vasto impero e che probabilmente fu fondato intorno al 1.500 avanti Cristo. Famosi tempietti, monoliti e la leggendaria “Porta del Sole” contribuiscono a dare alla zona un’aria mistica. Ad est della Cordillera Real troviamo le Yungas (“terre calde”), valli temperate con un’altitudine variabile dai 2.000 ai 3.000 metri sul livello del mare, che danno inizio all’Amazzonia boliviana. I quasi inaccessibili pendii delle valli subtropicali a  nordest di La Paz offrono degli scenari da togliere il fiato. Le piogge copiose hanno contribuito a creare un paesaggio in cui si susseguono verdi pendii, strette vallate di fiumi, precipizi, cascate e una vegetazione lussureggiante. E’ la terra più fertile del paese, ma la carenza delle infrastrutture non permette il suo adeguato utilizzo. Si pensi che nel lontano 1917 iniziò la costruzione di una ferrovia per collegare La Paz a queste zone. La costruzione avanzò solo per 150km ed i lavori non furono mai finiti. Le due più importanti città di quest’area sono Sucre e Cochabamba. Ed infine arriviamo negli “llanos”, costituenti il bassopiano tropicale che si estende per oltre 2/3 dell’intero territorio a nord ed est delle Ande e che costituisce la zona con minor densità di popolazione della Bolivia. Secondo la topografia ed il clima viene suddiviso in tre aree distinte. I dipartimenti di Beni, Pando e Cochabamba fanno parte della foresta tropicale. Poiché la zona è piatta senza alcuna pendenza, gli acquazzoni intensi che la bagnano fan sì che ci siano molte zone paludose. Molti suoi fiumi scorrono lenti verso il Brasile, per affluire nel Rio delle Amazzoni, e sono utilizzati come vie di collegamento per il trasporto di persone e merci. Distinte etnie, alcune quasi in via d’estinzione, sopravvivono nella foresta (Pacaguara, Chama, Chacobo…). Il dipartimento di Santa Cruz, nella parte centrale degli llanos, ha dolci colline in cui la foresta si alterna alla savana e la terra è più adatta alla coltivazione. Questa area è ricca di riserve di gas naturale e di petrolio. In essa sorge la città di Santa Cruz, importante centro economico e commerciale del paese, e una serie di città famose con il nome di Chiquitos o “missioni gesuite”, in quanto furono fondate dai colonizzatori spagnoli (tra il 1691 e il 1767) come parte della loro missione di evangelizzazione delle popolazioni locali. I bei templi gesuiti costituiscono un’importante e originale attrazione turistica, dichiarata dall’Unesco “Patrimonio Culturale e Storico dell’Umanità”. Infine, proseguendo verso Sud, gradualmente la vegetazione passa da abbondante a bassa e spinosa, il clima umido diventa più caldo e secco, la terra fertile, arida e sabbiosa. Ci troviamo nel Chaco, che si estende anche in Paraguay e Argentina. Queste condizioni rendono il territorio privo di interesse per la coltivazione, sebbene la recente scoperta di giacimenti di petrolio e gas nelle vicinanze stia facendo aumentare la loro colonizzazione.

 

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